ALZATI, ANDIAMO! TUTTO È PER TE.

Potrebbe sembrare una cosa impossibile. Qualcosa che non si potrebbe fare. E invece c’è! Ed è uno spettacolo. Di bellezza, di gusto, di incontri, di vita.

Chi è potuto venire, in questi giorni, alla festa delle Scuole Bruni se ne è reso conto con stupore. I giorni finali dell’anno scolastico al posto di vedere bambini e ragazzi in attesa dell’ultima campanella per andarsene via, vedono invece studenti, docenti e genitori che non se ne vogliono andare, fino a tarda notte, per ascoltare canti, fare giochi, parlare, cenare e stare assieme.

L’impressione è quasi quella di un paese che si ritrova nella sua piazza, che è il cortile della scuola, e vengono in mente le parole di Papa Francesco: “Per educare un bambino, ci vuole un villaggio”. Già, perché un bambino, un ragazzo sono un infinito e hanno bisogno di tante figure di adulto davanti a sé, ciascuna che indica e insegna qualcosa di nuovo e qualche particolare diverso della realtà, ciascuna che dà un contributo all’altra.
Abbiamo visto nelle mostre delle medie Bettini del giovedì come i contenuti delle lezioni si fanno cultura, cioè patrimonio personale dei ragazzi, che può incidere su come vedono il mondo e sé stessi. Hanno infatti spiegato alcuni avvenimenti del loro anno scolastico e alcuni lavori svolti nelle varie materie raccontando il passo di una scoperta.

Ci siamo coinvolti nei tornei e nei giochi proposti dai bambini della Beretta, come in una fiera, e abbiamo ascoltato nei canti le loro voci entusiaste. Tutte e dieci le classi in un solo palco: roba da guinness. A loro, poi, si sono unite anche le voci dei genitori in un travolgente coro gospel.
Abbiamo sentito il racconto dei 30 anni del nostro liceo, da quei primi 18 ragazzi del primo anno scolastico fino a quelli di oggi. La forza che ha fatto scaturire l’origine della scuola può essere descritta come un’amicizia tra genitori e docenti appassionata al cuore e alla ragione dei propri ragazzi. Radici vive di un albero vivo e rigoglioso. Anche il ritrovo di tanti ex studenti lo ha testimoniato.
Nell’incontro con Luca Sommacal, presidente di Famiglie per l’Accoglienza, abbiamo compreso meglio la prospettiva cui ci invita il titolo della festa: “Alzati andiamo. Tutto è per te!”. Si tratta di staccarsi dalle proprie idee, dalle proprie fatiche e stanchezze per spalancarsi ad una novità: che la vita è buona e bella. Ci ha invitato ad essere certi: il cuore di un figlio sa riconoscere la bellezza e la bontà, senza dubbio. Si tratta di portargli uno sguardo paziente e di educare continuamente la libertà, consapevoli che il figlio è molto di più dei desideri, pur giusti, che noi genitori abbiamo su di lui: è un dono che non è frutto della sola genetica, viene da molto più lontano, è creatura di Dio e il suo destino può non coincidere con le nostre immagini. Questo rende possibile educare con serenità e speranza.

E’ stato il lavoro di 200 genitori volontari, che ha permesso una festa di queste proporzioni e che ha anche preparato la cena per un migliaio di presenze a sera (e il ricavato andrà tutto in borse di studio e in acquisto di strumenti didattici). I nostri genitori hanno comunicato così un messaggio ai propri figli (e a tutti) non usando parole, ma la forza dei fatti: assieme si può affrontare tutto e fare qualcosa di grande perché abbiamo ancora voglia di crescere e imparare noi per primi.

Davvero tutto è per noi!