Bologna, 9-10 marzo 2026 – Si è conclusa con un bel successo la partecipazione del nostro liceo alla tredicesima edizione delle Romanae Disputationes, il concorso nazionale di filosofia che ogni anno chiama a raccolta centinaia di studenti da tutta Italia per sfidarsi a colpi di logica, argomentazione e profondità di pensiero.
Quest’anno, il Liceo Romano Bruni ha brillato nel prestigioso scenario del Teatro Duse di Bologna, conquistando ben due terzi posti nazionali: uno nella categoria Junior e uno nella categoria Senior.
Il tema di questa edizione, incentrato sul delicato equilibrio tra l’io e l’altro, ha visto i nostri ragazzi impegnati per diversi mesi in una ricerca filosofica serrata. I due team del Bruni hanno saputo distinguersi tra oltre 250 scuole partecipanti, portando riflessioni originali che hanno convinto la giuria di accademici e filosofi.
Nella categoria Junior Luca Grigolin e Giacomo Lorenzetto della classe seconda quadriennale hanno conquistato il terzo gradino del podio con un dialogo intitolato “L’autonomia dell’io”; mentre nella categoria Senior Michelle Xinni Ma ed Elisa Li dell’ultimo anno, nonostante la pressione dell’imminente Esame di Maturità, hanno ottenuto il terzo posto con un elaborato dal titolo “Il fondamento dell’imputabilità morale: coscienza, memoria e continuità personale”.
Oltre ai premi, l’esperienza di Bologna ha rappresentato per i ragazzi un momento di crescita umana molto prezioso. Le Romanae Disputationes non sono solo una competizione, ma un’occasione per incontrare grandi maestri del pensiero contemporaneo e per confrontarsi con coetanei che condividono la stessa passione per la ricerca del vero.
“Vedere i nostri ragazzi salire sul palco di Bologna per ben due volte è stata davvero una bella soddisfazione che ha coronato un lavoro condiviso assieme che ci ha visti impegnati molti pomeriggi per diverse settimane” hanno commentato con entusiasmo i docenti accompagnatori Albenzio Francesco e Cavaliere Claudia. Il preside Gionata Tasini, che ha da sempre promosso e condiviso l’esperienza del concorso, ha infine aggiunto: “Questo risultato premia non tanto il talento dei singoli, ma soprattutto la capacità di lavorare in squadra e di aver preso con serietà e costanza le domande fondamentali dell’esistenza.”



