Da Verona a Milano – l’uscita delle classi prime e seconde

“Renzo, salito per un di que’ valichi sul terreno più elevato, vide quella gran macchina del duomo sola sul piano, come se, non di mezzo a una città, ma sorgesse in un deserto; e si fermò su due piedi, dimenticando tutti i suoi guai, a contemplare anche da lontano quell’ottava meraviglia, di cui aveva tanto sentito parlare fin da bambino…”

Così Manzoni, nei suoi Promessi Sposi, descrive lo stupore che desta nel cuore di Renzo il Duomo di Milano, che nel 1628, era ancora un cantiere. Iniziato nel 1386, infatti, fu terminato nel 1965. E ancora oggi viene continuamente rimesso a posto. Mai un milanese ha visto il duomo senza qualche impalcatura. Segno di un lavoro infinito dell’uomo, per l’Infinito che lo abita.

Anche i ragazzi delle classi prime e seconde del nostro liceo hanno avuto la possibilità di avere il medesimo impatto grazie all’azzurro del cielo di una bella giornata di aprile che faceva risplendere il marmo di Candoglia delle guglie del Duomo. Certo, oggi il duomo non è “solo”, perché tutta Milano è cresciuta intorno ad esso, dalla Galleria Vittorio Emanuele alla torre Velasca, fino a Citylife. Eppure ancora oggi dona meraviglia e senso al centro della città.

La gita di più giorni di quest’anno si è svolta tra Verona e Milano per percorrere vie di storia romana, medievale e manzoniana. Intendeva rendere visibile ai ragazzi i contributi artistici e culturali che le epoche oggetto di studio al biennio hanno prodotto. Introdurli a come gli uomini di quei tempi intendevano il mondo e come le loro architetture lo trasformavano in forza di un pensiero o di una necessità.

L’arena di Verona suggerisce come i romani intendessero il divertimento e credessero necessario mostrare le pene comminate a chi andava contro la legge, oppure quanto ritenevano fondamentale mostrare le gerarchie sociali, evidenti dal posto occupato nell’anfiteatro. Le piazze e le logge dei Cangrande mostrano un comune diventato signoria senza cambiarne le istituzioni. Oppure l’incrocio tra Adige e via Postumia dove sorge Verona testimonia l’importanza fondamentale della presenza dell’acqua come via e come vita.

Milano, invece, ha scavato da sè i suoi fiumi, chiamandoli Navigli. A differenza di grandi città antiche essa non è regalo di un dio fluviale, ma ha dovuto crearsi la propria via d’acqua. Fu capitale dell’impero, rivendica una propria liturgia (quella ambrosiana), il vescovo S. Ambrogio ha convinto al suo volere l’imperatore Teodosio. E passando per gli Sforza fino alla riurbanizzazione ottocentesca arriva a Citylife, alla torre Unicredit e al bosco verticale. Quanto si capisce solo da questi accenni l’originale laboriosità e ingegnosità milanesi.

Così i ragazzi sono stati messi di fronte a questi evidenti dati, hanno visto e fatto esperienza. E la conoscenza libresca si è tramutata in lettura della realtà.

Proprio su questo, importante è stato l’incontro – seppur breve – con don Giacomo Trevisan, ingegnere aerospaziale divenuto poi sacerdote. Ci ha raccontato come sia la scienza che la fede nascano entrambe dallo stupore per la realtà e introducano ad un cammino di conoscenza fondamentale ed inesauribile. La fede ritrova poi un senso in ciò che la scienza descrive e in particolare la fede cristiana nasce dall’aver incontrato carnalmente questo significato. Una bella provocazione.

Ma di più: l’uscita è stata ed è tanto tanto altro. Stare assieme ai compagni non solo dietro ai banchi, scambiare una parola informale con un prof, superare qualche inghippo organizzativo, saper aspettare, rispettare gli orari, accettare un’incomprensione, gestire i propri soldi, capire come investire il proprio tempo libero, seguire regole e indicazioni anche senza un continuo richiamo … insomma fare quella cosa necessaria cui l’uscita dalla scuola mette in atto: imparare a guardare il mondo e a starci dentro maturando le proprie capacità.

Proprio come il caro Renzo che in Milano avrà le sue avventure che lo faranno crescere, diventare più accorto e capire di più come va il mondo, sarà la città culla della sua maturazione.