IL FALLIMENTO, L’ATTESA E IL SENSO DI TUTTO

Oggi, 30 maggio 2024, presso la Chiesa degli Eremitani di Padova gli studenti e i docenti delle scuole superiori cattoliche della diocesi hanno potuto incontrare il Vescovo Claudio Cipolla e don Pierluigi Banna. Un incontro in cui gli studenti hanno posto alcune domande particolarmente importanti per la propria vita ed esperienza di studio. Questi gli appunti tratti dalle risposte dei due relatori.

COME STARE DI FRONTE AL FALLIMENTO?
Il fallimento è un’esperienza condivisa da tutti, non meravigliamoci troppo: fa parte di ogni percorso.
A volte abbiamo un’immagine di noi o troppo alta o troppo bassa. Invece il fallimento ci aiuta ad avere una percezione reale di noi, possiamo scoprire di più chi siamo realmente. Certo, non solo il fallimento, anche le esperienze belle, ma imparando ad affrontare il fallimento impariamo molto.
Di fronte ad un fallimento infatti o si risponde con un grande abbattimento o con menefreghismo. Invece c’è la strada di imparare ad alzarsi. Non rimaniamo superficiali, ma facciamone esperienza profonda.
Il fallimento non va cercato, ma va però vissuto. Non dobbiamo cercare il male, però va superato. Un’altra cosa che si può imparare qui è l’umiltà, che è una virtù meravigliosa. Un bell’esempio è l’episodio del vangelo del cieco nato che umilmente chiede aiuto e gridava a Gesù.
Insomma i fallimenti sono occasione per ascoltare ciò che di solito non riusciamo a sentire. Romano Guardini diceva “Il compito dell’educatore è dare ad ogni persona coraggio verso la vita”.
Il fallimento poi, fa venire fuori le nostre paure. Come stare davanti a queste paure? Anche noi adulti le abbiamo queste domande e paure. Crescere è stare davanti a queste domande per cui non si hanno risposte immediate e giuste. Si cresce sbagliando e si scopre cosa vuol dire essere felici. Il fallimento può spalancarci all’attesa di qualche cosa di nuovo. Io non mi so rimettere in piedi, ma c’è qualcuno che lo può fare. Non giudichiamo noi stessi, ma spalanchiamo l’attesa di qualcuno che ci ami così come siamo.

COSA FARE DI FRONTE ALLA GUERRA E AL MALE?
Perché queste guerre? Da dove nascono? C’è un profondo mistero che è quello del male. Perché c’è e come porsi? È necessario confrontarsi con un problema che c’è. Ma, confrontandosi, si scopre che questo non è l’ultima parola. Anche di fronte al male noi continuiamo a cercare e inseguire ciò che è bene, la pace. È una scelta che prendiamo.
Il male che agisce tra popoli è lo stesso che agisce in noi e tra noi. Io dove sono? Che esperienza faccio?
Dedichiamoci dunque senza indugio a ciò che è bene.

QUAL E’ IL SENSO DELLO STUDIO E IL VALORE DELLA CORREZIONE?
Si potrebbe non studiare, ma non ci torna qualcosa …
Non sei più felice a studiare, non sei più felice a non studiare, ma nemmeno l’equilibrio è raggiungibile. Quindi scopriamo che abbiamo bisogno del senso.
Quando sei innamorato inizi a fare dei sacrifici e delle fatiche. La parola studio deriva dalla parola passione e le materie sono nate come passione per conoscere la realtà. Abbiamo perso dunque l’amore per le cose. Va trovato un amore per cui vale la pena fare fatica. Chiedetelo ai grandi: perché vale la pena studiare? Scoprirete che è come chiedere perché vale la pena vivere.
La domanda profonda è dunque perché devo vivere?
Tutti noi abbiamo bisogno di trovare una persona che ci ami così tanto che ci dia il senso della vita che ci faccia sentire unici e universali.