Con la pubblicazione dei voti finali si è concluso anche quest’anno il percorso scolastico della nostra classe quinta liceo. L’esame che i nostri ragazzi hanno affrontato è cambiato rispetto a quello degli scorsi anni per alcune novità apportate dal Ministero guidato da Valditara: commissione più snella (cinque docenti al posto di sette), orale focalizzato su quattro materie (delle precedenti otto) e la denominazione. Non più “esame di stato”, ma “esame di maturità” in cui valutare, oltre alle conoscenze e competenze, anche la maturazione raggiunta dallo studente. Cosa ardua e difficile, ma interessante come tentativo: il colloquio, infatti, doveva cominciare con una presentazione di sé. Un breve discorso in cui lo studente prova a raccontare cosa ha imparato, quali esperienze lo hanno formato. Ad introdurre quindi le varie conoscenze l’esame dava importanza alla coscienza, alla consapevolezza raggiunta dopo cinque anni di scuola.
E’ stato molto bello e significativo sentire dunque i nostri ragazzi raccontare la loro crescita, frutto di tantissime esperienze: lo studio, gli incontri con personalità, gli stage lavorativi, gli episodi della quotidianità scolastica che però segnano la vita, il dialogo con alcuni prof., l’aver superato alcune difficoltà, le uscite didattiche, i laboratori pomeridiani, il confronto con la grandezza del genio umano visibile nelle varie materie.
Ci ha commosso non poco ascoltare questo racconto sincero dalla voce di alcuni, come quello di Benedetto che ha potuto parlare di sé e della conoscenza della sua sindrome con un pensiero adulto e un cuore aperto.
Facciamo i complimenti a tutti con una menzione speciale per Elisabetta S. e Giulia C. che hanno raggiunto il famigerato 100.
Buona vita!!!