UNO SPETTACOLO PER GLI OCCHI E PER IL CUORE

Chi si affacciava al cancello delle Scuole Romano Bruni in questi giorni appena trascorsi o chi, per la prima volta, partecipava alla Festa delle Scuole ha potuto davvero essere partecipe di uno spettacolo. Che si rinnova ogni anno e che chiude l’anno scolastico in un modo straordinario.

Lo spettacolo dei tanti genitori e ragazzi volontari che hanno cucinato, servito, pulito, suonato e hanno permesso l’accadere dei momenti di incontro e di convivialità. Lo spettacolo dei ragazzi delle medie e dei bambini della primaria che hanno presentato i loro lavori con mostre, spettacoli teatrali ed eventi e che hanno coinvolto tutti con i canti dei loro cori e della neonata orchestra. Lo spettacolo dei ragazzi del liceo che hanno preparato l’incontro sulla genetica con prof. Strippoli e posto le loro domande. Lo spettacolo delle testimonianze dal Messico, dal Camerun e da Gaza che ci hanno raccontato come la scuola può essere un luogo di speranza. Altrove, nei contesti più drammatici del mondo, e qui, nel nostro quartiere. 

Proprio questa speranza è il segreto di un’esperienza di festa così. Si è potuta respirare a pieni polmoni in questi giorni perché il bene desiderato per sé e per i propri figli non è rimasto solo un insieme di desideri più o meno brucianti, ma si concretizza in una strada educativa intravista, nell’ipotesi di un senso buono delle cose da fare e della vita. Abbiamo bisogno infatti di costruire con sempre più creatività un luogo dove è possibile guardare insieme alle risorse personali, alle capacità, come anche alle difficoltà e ai propri limiti in un modo positivo e nuovo.

Docenti a scuola nelle mille proposte didattiche e genitori a casa, nel loro quotidiano e costante impegno, invitano i nostri bambini e ragazzi ad avere uno sguardo di speranza su di sé e sugli altri che passi dagli occhi al cuore. I giorni di festa mostrano questo in modo evidente e si avverte come una strana meraviglia data dal fatto che si vede in atto il coinvolgimento prezioso e gratuito di tutti. 

Bambini, ragazzi, docenti e genitori. 

E così si intuisce che la scuola può finire, ma la vita che si è vista dentro invece no! Non può finire.

Con gratitudine ci auguriamo una buona estate!