PER EDUCARE, DAVVERO

Il 16 febbraio si è tenuto presso il teatro Quirino De Giorgio di Vigonza il primo appuntamento del corseo educatori proposto da Scuole Romano Bruni, Fondazione San Nicolò, Centro culturale Rosmini e Portofranco.

Don Emmanuele Silanos ha raccontato episodi e dato spunti davvero preziosi per l’educazione dei nostri giovani. E’ molto interessante vedere il video della serata che, aperto su youtube, è suddiviso in capitoli per una maggiore fruibilità.
Per preparare il prossimo incontro che si terrà l’8 marzo alle 21.00 è aperta una email cui mandare qualsiasi tipo di contributo: corsoeducatori@istitutobruni.com

In pillole il primo incontro
Perché un paragone con il Senso Religioso di Giussani?
All’inizio di questo famoso libro Giussani delinea un modo di stare di fronte alla realtà e alla vita.
Abbiamo provato a vedere se c’erano alcune indicazioni interessanti per stare di fronte ai nostri figli
e studenti e alcuni suggerimenti per educare.
Oltre gli schemi e la performance
L’oggetto dell’educazione non è il figlio, lo studente, ma la relazione tra lui e l’adulto. Non si può
quindi prescindere dal rapporto che si crea tra loro e dalla posizione che l’adulto ha nei confronti del
figlio. Guardiamo a come risponde ai nostri progetti, pur buoni, e ai nostri schemi? Guardiamo alla
sua performance? Gli diciamo “sei speciale” ma solo per compiacerci? Cosa gli mostriamo di
importante e di bello?
Si tratta di mettersi davvero in gioco. Il rapporto nasce dall’ascolto, dal voler bene profondo.
L’educazione è un avvenimento di amore che propone qualcosa di grande per cui vale la pena vivere.
– Vivere qualcosa di grande
Non si educa con le prediche, ma con l’esempio. Le parole dopo un po’ non lasciano traccia o
comunque non riescono a muovere la libertà del figlio. A volte nelle difficoltà inseguiamo esperti
che ci possano dire tutto sul nostro ragazzo e “aggiustarlo”, ma è praticamente impossibile capire
tutto di una persona. Perciò non si tratta di capire tutto, ma di avere un’ipotesi di significato, la
certezza che la vita ha uno scopo buono. Se faccio avvertire questo, tutto può cambiare. Bisogna
trovare tempi e modi per stare di fronte alla bellezza assieme ai nostri figli (una gita, un incontro, un
lavoro).
Si può educare con la speranza e assieme ad altri
Non si educa con la paura, la paura respinge e crea incertezza nel piccolo. Possiamo invece
certamente essere dispiaciuti per una scelta sbagliata che non condividiamo, o per una difficoltà, ma
è necessario mantenere la speranza senza smettere di voler bene.
Dal momento che nessuno è perfetto nel guardare i figli è necessario che qualcun altro entri nella
partita dell’educazione assieme a me. Si educa infatti assieme, l’educazione va oltre a noi e si compie
dopo di noi. Il successo educativo non è quindi tutto in mano nostra. C’è sempre di mezzo la libertà.
E questo ci fa dire che è quasi un miracolo.