VIAGGIO IN SICILIA – “… a che tanti chilometri?”

Siamo partiti da Linate con i nervi tesi per un viaggio così lungo, con una domanda un po’ nascosta nell’animo: tutti questi chilometri per una gita? Deve veramente valerne la pena. Siamo atterrati all’aeroporto di Palermo e l’affaccio sul mare di Sicilia già aveva iniziato a risponderci: respirate a fondo e guardatevi intorno, sì, vale certamente la pena venire fino a qui.

Le classi prime, seconda e terze del Liceo Bruni dal 7 al 10 febbraio 2024 hanno svolto il loro viaggio di istruzione in terra siciliana, osando un tour da Palermo a Catania che ha permesso di incontrare la storia, gustare l’arte e toccare la natura.

Incontrare la storia – Attraverso le spiegazioni di docenti e guide, la recitazione di brani di letteratura da parte dei ragazzi, abbiamo attraversato i secoli che hanno reso unica la Sicilia. Per la sua posizione al centro del Mediterraneo è stata terra di conquista per tutte le grandi potenze che si sono avvicendate nel dominio della storia: Greci, Punici, Romani, Arabi, Normanni, Spagnoli, Francesi, Piemontesi. Con ogni popolo si sono succeduti fatti, dinastie, personaggi che hanno reso la Sicilia come è oggi, con le sue bellezze e le sue contraddizioni. Abbiamo approfondito anche la conoscenza dei giorni nostri grazie all’incontro della seconda sera con don Carmelo Vicari che ci ha raccontato di padre Pino Puglisi. Le sue parole ci hanno aperto gli occhi e queste due frasi ci sono sembrate un’eredità da cogliere adesso, per noi: “La mafia, il fascino del male si sconfiggono solo con la proposta di una vita bella e buona, piena di gusto. Non con i proclami o con i discorsi. Padre Pino sapeva che questa vita era possibile con Gesù.” E poi: “Chiedete la grazia di diventare quello che siete!

Gustare l’arte – Ogni popolo o sovrano giunto in terra siciliana l’ha arricchita con opere straordinarie: templi, chiese, palazzi, piazze. Siamo stati al cospetto dei mosaici di Monreale e della cappella palatina, dello stile arabo-normanno di alcune chiese, ci siamo immersi nei reperti archeologici punici e romani fin nel Barocco di palazzi e fontane. Certamente qualche sovrano ha voluto e commissionato tutto questo per affermare una vittoria su altri o la propria grandezza, ma ciò che rimane visibile ora è una bellezza sfolgorante. Questa bellezza ha attraversato i secoli e si è dimostrata dunque più duratura del dominio di qualcuno o delle lotte contro qualcun altro. Lo stupore di fronte a queste opere si è per noi rinnovato nel presente, mentre il potere che le ha prodotte è rimasto ricordo e oggi è svanito. E’ stato interessante dunque chiedersi cosa dura in eterno e di conseguenza a cosa vale la pena offrire il proprio lavoro e la propria energia.

Toccare la natura – Quattro ore (!) di pullman ci hanno portato infine sull’Etna, a duemila metri. Uno spettacolo della natura davvero unico: una montagna viva, che cambia il suo aspetto obbedendo alle forze inarrestabili della natura. Ci è sembrato di camminare sul suo dorso entrando nei Crateri Silvestri e raggiungendo creste ventose o colate laviche ormai pietrificate. Abbiamo capito come mai Omero lo aveva reso un gigante e chiamato Polifemo, abbiamo capito quanto la presenza del vulcano ha determinato la vita dei paesi situati alle sue pendici come la nera Catania.

Nel volo di ritorno condividiamo un desiderio: non perdere l’esperienza vissuta, ma tenerla presente come paragone per affrontare la vita normale e quotidiana della scuola con le sue scoperte e le sue fatiche.