Sabato 21 febbraio 2026 è stata inaugurata la mostra “La resistenza tra Ponte di Brenta e Vigonza” alla presenza del sindaco di Vigonza e di altre autorità. Questo il racconto dello sviluppo del progetto del Liceo Bruni, già premiato dalla fondazione CARIPARO a maggio 2025, e ora diventato mostra aperta al territorio. L’evento è stato raccontato da un articolo comparso su PadovaOggi.
L’etimologia di un desiderio
“Studiare è amare, applicarsi con amore”. Questa è una delle interpretazioni etimologiche più affascinanti della parola latina studium. Eppure, per un adolescente, accostare il concetto di “amore” a quello di “studio” può sembrare un paradosso insuperabile. Spesso questo accade perché l’oggetto della conoscenza viene percepito come imposto, o perché la proposta didattica non riesce a scalfire il muro di interessi che già occupa il cuore dei ragazzi. La scintilla, tuttavia, scocca nel momento in cui gli studenti vengono implicati direttamente nell’indagine. Quando non si limitano a ricevere una conoscenza “prefabbricata”, ma comprendono che la loro partecipazione attiva è la condizione necessaria perché la conoscenza stessa accada. In quel momento, lo studio si trasforma davvero: si accende la passione e si ricomincia a imparare con gusto.
Il metodo laboratoriale: imparare fianco a fianco
Nei laboratori pomeridiani del nostro Liceo, la ricerca non è un percorso tracciato a tavolino. I docenti lavorano insieme ai ragazzi, adottando una posizione di apertura e mettendosi letteralmente “al loro fianco” piuttosto che di fronte a loro in cattedra. In queste attività, il docente fornisce il metodo e indica la strada, ma non conosce già il punto d’arrivo. Non essendoci un progetto compiuto a priori, si spalanca per lo studente uno spazio creativo fatto di ipotesi, domande e dialogo costante.
Il laboratorio di ricerca storica dello scorso anno, proposto e animato dal prof. Tasini Gionata, ora preside del Liceo, è stato un chiaro esempio di questa metodologia: davanti a un’indagine aperta, studiare è diventato, finalmente, un atto d’amore. Ed è stata un’avventura che non si è ancora chiusa.
Il cuore della ricerca: 1943-1945 a Ponte di Brenta
Il progetto è nato da due domande: che significato ha per noi, oggi, l’80° anniversario della Liberazione? E perché le vie del nostro quartiere, a Ponte di Brenta, portano i nomi di quegli eroi e di quelle vittime del 1943-1945? Il lavoro, iniziato nell’ottobre 2024, si è concentrato sulla Resistenza locale. Attraverso una meticolosa fase preliminare di studio presso le biblioteche di Ponte di Brenta e Noventa Padovana, la ricerca si è articolata su tre pilastri fondamentali:
- La figura di Silvio Barbato, vittima della rappresaglia fascista.
- Le azioni partigiane sul territorio, tra sabotaggi e atti di coraggio.
- I fatti dell’aprile 1945, con il tragico scontro sul ponte che costò la vita a otto partigiani.
Un riconoscimento d’eccellenza
Il valore di questo percorso ha trovato un prestigioso riconoscimento il 30 maggio 2025, quando il progetto ha ricevuto il primo premio del concorso “La Costituzione: un ponte tra generazioni”, indetto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. È stata una grande soddisfazione veder premiato l’impegno corale di studenti e insegnanti. Il risultato finale è diventato una mostra aperta alla cittadinanza, intitolata “La Resistenza a Ponte di Brenta 1943-1945”.
La mostra a Vigonza
Da allora si sono susseguiti altri avvenimenti; la mostra ha destato nuovi dialoghi e incontri che hanno portato alla serata di ieri 21 febbraio 2026 in cui è stata inaugurata una successiva elaborazione della stessa mostra con il titolo “La resistenza tra Ponte di Brenta e Vigonza”. Questo evento è stato frutto dell’incontro con Livia Benedetti dell’Associazione Prospettive Vigontine quindi con lo storico Patrizio Zanella, che ha integrato la mostra con la parte che riguarda la città di Vigonza, e poi con Ilaria Borgato, discendente dello stesso Silvio Barbato.
Questo ci ha molto affascinato: l’incontro reale con le storie del passato ha reso possibili nuovi incontri vivi nel presente: è questo il “miracolo” della storia che, attraverso la memoria, riaccende l’oggi, attraverso la conoscenza di personaggi del passato permette la conoscenza tra persone qui e ora, e può insegnare così ciò che non muore.
I numeri e i protagonisti del progetto
I partecipanti: Il laboratorio ha visto la collaborazione attiva di 20 studenti e 4 professori del Liceo Bruni impegnati da ottobre 2024 a giugno 2025.
Le fonti e gli archivi: Per ricostruire la verità storica, abbiamo consultato cinque diversi archivi e due biblioteche:
- Archivio di Stato di Padova
- Archivio del Comune di Padova
- Archivio Parrocchiale di Ponte di Brenta
- Archivio storico dell’Università di Padova
- Archivio del CASREC (Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea)
- Biblioteche civiche di Noventa Padovana e Ponte di Brenta
Collaborazioni e ringraziamenti: Il progetto ha beneficiato del prezioso supporto di esperti e appassionati locali, in particolare delle associazioni “Viviamo Villa Breda”; “Associazione Al Ponte” e infine “Prospettive vigontine”. Un ringraziamento speciale va a: Roberta Monetti (Archivista CASREC) e il Dott. Alessandro Businaro (Archivio Comune di Padova); Don Matteo Ragazzo (Parroco di Ponte di Brenta) e la maestra Lucia Barbato; Isabella Trevisi e le direzioni dell’Archivio di Stato e dell’Archivio Storico dell’Università di Padova.
https://www.padovaoggi.it/attualita/vigonza-inaugurazione-mostra-liberazione-22-febbraio-2026.html