Il Bruni a ScienzAfirenze 2026: la Fisica a più dimensioni.

La teoria della fisica diventa più affascinante quando abbandona le pagine dei libri e fa sporcare le mani con carrucole, pesi e… un metronomo. Lo hanno capito Enrico Scavazza, Benedetta Bergamo, Elisa Cesarato e Alessandro Mioni, i quattro studenti del nostro Liceo Scientifico Quadriennale che, accompagnati dal prof. Luigi Billoro, sono andati a Firenze per partecipare alla XXIII edizione di ScienzAfirenze.

Il laboratorio tra tradizione e innovazione

Il tema di quest’anno, “Il laboratorio tra tradizione e innovazione”, è stato lo stimolo proposto per il progetto dei nostri ragazzi. Il cuore del lavoro presentato è stata la ricostruzione della Macchina di Atwood, un dispositivo storico per lo studio della dinamica. Non si è trattato però di una semplice replica. La sfida, durata circa 30 ore di lavoro tra studio e laboratorio, è stata integrare il fascino della ricerca “storica” con la precisione delle tecnologie moderne: di “moderno”, l’utilizzo di sensori a ultrasuoni e software dedicati per analizzare i grafici di velocità e posizione. Di “storico”, la costruzione manuale del dispositivo con materiali poveri, dove il tempo era scandito dal ritmo di un metronomo.

Imparare dall’errore

Il momento più vero della ricerca è arrivato quando i dati non tornavano. Invece di scartare le misure, il gruppo ha analizzato il “fallimento” scoprendo un errore di sincronizzazione nel rilascio delle masse. Questa difficoltà si è trasformata in un’occasione per capire davvero la differenza tra incertezza casuale e sistematica, dimostrando che la precisione scientifica nasce innanzitutto dalla cura meticolosa nella realizzazione fisica dello strumento.

Il Convegno

Nella cornice fiorentina del convegno i ragazzi, assieme a loro coetanei giunti da tutta Italia, si sono immersi in un confronto di alto livello tra loro e con docenti universitari. I momenti più significativi: l’intervento di Marco Cristoforetti (Fondazione Bruno Kessler) sull’Intelligenza Artificiale come nuovo strumento per indagare la realtà; la relazione di Lucilla Capotondi (Istituto di Scienze Marine CNR) che ha portato lo sguardo della ricerca oceanografica; la relazione di benvenuto di Giuseppe Tassinari di Diesse Firenze, che ha introdotto i lavori sottolineando il valore della dimensione sperimentale. Tra sessioni di esposizione dei lavori e momenti di dibattito, Enrico, Benedetta, Elisa e Alessandro hanno potuto intuire che la fisica è fatta di storia, studio, ma anche passione, manualità e, soprattutto, capacità di porsi domande. Grazie ai nostri giovani scienziati e al prof. Billoro per aver rappresentato con entusiasmo il Liceo Bruni in questa importante vetrina nazionale!