Ogni anno la visita della classe V al Museo della guerra di Rovereto e alle trincee del caposaldo austriaco del Nagià Grom sopra Mori porta i ragazzi a fare un’esperienza straordinaria di immedesimazione con che cosa sia davvero la guerra e rende quasi più vivide e comprensibili quelle immagini e quelle notizie che sempre ci arrivano da Gaza, dall’Ucraina e dagli altri teatri di guerra. Ancora oggi. Guerra. Dopo più di cento anni dal primo conflitto mondiale.
Anche quest’anno ci siamo accorti come la follia di chi bramava ed esaltava la guerra è la stessa di chi oggi la esige come solo e unico mezzo per redimere questioni territoriali o economiche. Visitando le sale del Museo della Guerra, abbiamo rintracciato molte analogie e somiglianze tra quelli e questi conflitti, dal punto di vista dell’economia degli stati, della propaganda, del progresso tecnologico, delle necessità mediche, logistiche e così via. Quindi un numero sconsiderato di morti, feriti, prigionieri. E infine lo stesso risultato ultimo: una “inutile strage” come la definì papa Benedetto XV nel 1917. Un altro papa, Pio XII, aveva poi affermato: “Nulla è perduto con la pace, tutto può esserlo con la guerra”. Ancor’oggi sia Francesco che Leone XIV ce lo ricordano.
Ma di fronte a questo terribile dolore può tuttavia risvegliarsi anche l’umanità e il senso di fratellanza senza confini come quello che emerge qua e là negli scritti di molti soldati della Grande guerra, come Lussu, o anche si alza la denuncia della tragedia immane che la guerra è davvero come il grido del poeta inglese Owen. Certo, serve un momento di pausa, di riflessione e di immedesimazione. E’ questo che l’uscita a Rovereto del 18 e del 19 novembre ha permesso. Camminando nelle trincee, dentro il caposaldo, ascoltando i docenti e le guide degli alpini che ci hanno accolto con commozione.
Si è poi colta l’occasione di visitare anche il MART di Rovereto che ha offerto la possibilità di soffermarsi al cospetto delle opere d’arte delle avanguardie dello stesso novecento individuando analogie e differenze con il passato ed il presente.
Gli studenti della classe V hanno potuto insomma immergersi nei contenuti culturali dell’ultimo anno di liceo scientifico con tutto se stessi: piedi, mani, mente e cuore.







